Omaggio all’Iran

Giardini e Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana
via Flaminia 118
Roma RM
Giovedì, 10 Settembre, 2020 17:30

Sala Casella
ore 17:30 Testimonio, quindi esisto: inaugurazione dell’installazione
ore 18:00 La nostalgia del “Pardiz”
ore 20:45 Dreaming Peace & Justice

  • Pejman Tadayon

Viaggio tra musica, letteratura e danza persiana.

Con un omaggio alla cultura millenaria dell’Iran, si inaugura l’edizione del 2020 dei Giardini della Filarmonica. Una giornata che si apre con l’installazione Testimonio, quindi esisto a cura del collettivo RAVA, ispirata all’opera Documentation di Parastou Forouhar, un forte atto di denuncia dell’artista/attivista iraniana sull’omicidio dei suoi genitori in Iran e una riflessione sulla questione dei diritti umani nel suo paese.

Alle ore 18 La nostalgia del “Pardiz” in cui si affrontano i tanti temi legati alla cultura di questa nazione, un progetto di Fiammetta Greco, Mohammad Omidi. Attraverso il reportage fotografico di Saghar Setareh, artista nata a Teheran e da oltre dieci anni in Italia dove ha studiato, si ripercorrono le tappe di un viaggio verso alcuni storici giardini persiani, siti protetti UNESCO (Mahan, Kerman, Esfahan, Pasargad, Yazd, Shiraz,Teheran Kashan).

Parisa Nazari voce recitante
Francesca Ferah Dalla Bernardina danza sufi
Pejman Tadayon polistrumentista
Guido Innocenzo Gargano ascetica
Stefano Olivari paesaggista
Tiziana Buccico giornalista
Giudo Dazzini baritono
Beatrice Cori, Liubov Gromoglasova pianoforte

Una riflessione sui giardini come “contemplazione della Creazione Divina nella Mistica Sufi e nella Teologia Biblica” la fa Guido Innocenzo Gargano teologo, monaco camaldolese. E sempre sul tema del giardino, sulle differenze fra il Pardis e i giardini occidentali ne discute il paesaggista Stefano Olivari con Tiziana Buccico e Mohammad Omidi. La danzatrice Francesca Ferah dalla Bernardina si cimenta nella danza ascetica sufi, in quella iraniana e persiana accompagnata da Pejman Tadayon polistrumentista nato a Esfahan e dal 2003 in Italia, fra i maggiori interpreti nel nostro paese di musica classica persiana. Non manca la poesia, affidata a Parisa Nazari, e infine la musica, con alcuni esempi di musica occidentale influenzata dalla letteratura persiana in un interessante programma ideato da Valerij Voskobojnikov.

Dreaming Peace & Justice (Sala Casella ore 20:45) è una serata omaggio a Nastrin Sotudeh, avvocata iraniana condannata a 33 anni di carcere per la sua attività a difesa dei diritti umani in Iran. Ne sono protagonisti il RomeOrient Ensemble formato da musicisti provenienti da diversi paesi (Iran, Algeria, Italia) e di differenti religioni, uniti nel nome della musica, e il Barbad Project, in cui strumenti legati alla tradizione musicale persiana incontrano scritture compositive nuove o rielaborazioni originali di forme musicali del passato.

Sheida Rassoulzadeh, voce
Valeria Villeggia arpa, voce
Reza Mohsenipour,  tar
Hamid Mohsenipour, percussioni
Mehdi Elias Baba Ameur, violoncello
Magali Steindler, Parisa Nazari, voci recitanti

 

Il programma potrebbe subire variazioni

Telefono: 
3429550100
Ingresso: 

concerti posto unico € 10,00 (più diritto di prevendita). Ingresso libero per la mostra Testimonio, quindi esisto. Si raccomanda la prenotazione e l’acquisto on line sul sito filarmonicaromana.org.
Presso la Sala Casella la biglietteria apre un’ora prima del concerto. Gli ingressi avvengono rispettando le disposizioni anti Covid.

Prenotazione: 

tel. 3429550100

A cura di: 
Accademia Filarmonica Romana