Il presente della transizione condiziona l’immagine del futuro e viaggi di ritorno

GRATUITO
Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1
Roma RM
Manifestazione: 
Mercoledì, 9 Settembre, 2020 20:00
  • Tirana, anno zero

Incontro e selezione di film incentrati sulle relazioni italo-albanesi.

Ore 20:00 Dialoghi sul tema: Il presente della transizione condiziona l’immagine del futuro e viaggi di ritorno
Presenti: Anila Ibrahimi (scrittrice), Livio Mucci (casa editrice Besa), Adele Budina (produttrice cinematografica e filosofa). In collegamento: Fatmir Koçi (regista), Edmond Budina (regista), Ermela Teli (attrice).

Ore 21:00 Fuga dall’America regia Eva de Prosperis (2013, 28’, prod IT) documentario, Lingua: Italiano
Il film narra il modo in cui gli albanesi hanno vissuto il “sogno” italiano nel periodo di transizione tra gli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. L’Italia e gli italiani sono raccontati attraverso l’esperienza di questi migranti i quali, nonostante siano tornati a vivere Albania, non potrebbero mai spezzare i legami con il posto che li ha accolti e vivono in un rapporto di continua transizione da un contesto ad un altro. “Una gamba ce l’abbiamo qua, l’altra in Italia e in mezzo c’è il mare” afferma uno degli intervistati, svelando come molte persone abbiano di fatto trasceso definitivamente i confini fisici e culturali che separano i due Paesi.

Ore 21:30 L’ultimo amore regia Gjergj Xhuvani (1995, 70′, prod. AL) drammatico
Lingua: albanese con sottotitoli
Nella metà degli anni Novanta, l’Albania fu visitata da molti stranieri, tra cui anche persone di origine albanese che volevano riscoprire le proprie radici e intraprendere attività imprenditoriali. I viaggi tra l’Italia e l’Albania divennero molto frequenti perché i porti e gli aereoporti italiani rappresentavano spesso un punto di passaggio obbligato per tutti gli albanesi che intendevano farsi una vita altrove e per gli stranieri che volevano recarsi in Albania. Questo film narra una storia di passaggi tra l’uno e l’altro Stato ed è ambientato nel punto di approdo e partenza dei viaggi, e cioè a Durazzo. La città ha rappresentato sia nel periodo comunista sia in quello successivo, un luogo di transizione tra l’Albania e il resto del mondo che per gli albanesi spesso iniziava proprio dall’Italia. Nel contesto degli anni Novanta, l’Albania non era il luogo ospitale che molti si aspettavano. I visitatori dovevano fare i conti con una realtà molto diversa da quella che avevano conosciuto nei loro precedenti viaggi, reali o immaginari che fossero.

 

Ore 22:40 Breve presentazione e proiezione del lungometraggio Tirana, anno zero, regia Fatmir Koçi, anno 2001, durata 89’, prod. AL/FR. Drammatico in lingua albanese con sottotitoli.
Nella capitale albanese del 1997, dopo i grandi disordini causati dal crollo dei sistemi finanziari "piramidali" (i cosiddetti "schema Ponzi"), il giovane Niku vive con il padre malato di cuore e con la sua incantevole madre.
Una persona onesta e sensibile in un Paese dominato dalla sete di guadagni veloci, il protagonista è tormentato dalla difficoltà di trovare lavoro e dalla sua ragazza, Klara, che invece vorrebbe emigrare per costruirsi una vita altrove.

La Casa del Cinema, in occasione del festival, ospita la mostra fotografica “Bulqizë” di Elton Gllava

"Bulqizë è una piccola città nel nord-est dell’Albania, conosciuta come la città dei minatori. Dopo la scoperta del cromo nel 1939 e l’apertura delle prime miniere nel 1948, la città ne è diventata la terza produttrice. Sono andato a Bulqizë per la prima volta nel 2013. Non conoscevo nulla di questo posto. Il primo impatto che ho avuto è stato travolgente. Un incontro che mi ha riportato indietro nel tempo. Gli edifici grigi che si affacciavano sulla strada principale delineavano una città che si era fermata nel tempo, cristallizzata nell’atmosfera dell’Albania della mia infanzia. C’erano molti bar, qualche drogheria, negozi di scommesse, sale da biliardo, un paio di ristoranti e due scuole. Sono rimasto lì due giorni a fotografare miniere e minatori. La sensazione che ho avuto quando ho iniziato a sviluppare le pellicole è stata intensa come quella che ho provato quando ho messo per la prima volta gli occhi sulla città. Un’alternanza di impulsi emotivi scaturivano dal cuore e dalla mente, come sospesi nel tempo. Così negli ultimi tre anni ho cercato di raccontare la storia di questa parte dell’Albania, che sembra essere ancorata al passato, e al tempo stesso catapultata nel futuro dall’inarrestabile logica capitalista e da uno sfruttamento che non conosce limiti. Attraverso le mie foto racconto la storia di una comunità che siede su una “montagna d’oro”, ma che vede le sue risorse svanire incessantemente. Bulqizë è stata definitada alcuni come un ghetto sociale. Per me rappresenta un repertorio di archetipi culturali che ho cercato di catturare.

Elton Gllava (Albania, 1974) è un fotografo e regista residente a Roma. Nel 1991, quando il regime comunista è crollato e le frontiere sono state aperte, ha colto l’occasione per conoscere un altro mondo e come migliaia di albanesi ha raggiunto l’Italia. Nel 2007 ha intrapreso il percorso della fotografia e si è diplomato alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema nel 2009. I suoi progetti fotografici e cinematografici esploranoquestioni sociali e ecologiche in Italia e in Albania attraverso un personale approccio documentaristico. Dal suo ultimo progetto, "Bulqizë", è stato pubblicato un libro nel 2019.

Il programma potrebbe subire variazioni

Telefono: 
3499339468
Ingresso: 

libero e contingentato fino a esaurimento posti (300 posti disponibili)

A cura di: 
Associazione Culturale CulturalPro, Nensi Bego
Note: 

Accessibilità per disabili: SI